Viva il Concilio

è un compito che si fonda sulla memoria, impegna il presente e apre alla profezia.
Occorre «ricordare che il Concilio scaturì dal grande cuore del papa Giovanni XXIII […]
Noi tutti siamo davvero debitori di questo straordinario evento ecclesiale» (Benedetto XVI). (continua a leggere)

 Immagine del Concilio

TUTTI I CRISTIANI NEL CUORE DEL PAPA

Siamo memori delle parole che pronunziò l’Apostolo Paolo, che, "fatto tutto a tutti" (1Cor 9,22). portò a tutte le genti il dono del Vangelo, facendo uso di quell’indulgenza che Ci sia lecito chiamare, come oggi si dice, "pluralismo pratico"; siamo anche memori che il medesimo Apostolo ci scongiura di "conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace", perché c’è "un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio Padre di tutti" (Cf. Ef 4,3.5-6); ci applicheremo perciò, nella massima fedeltà all’unica Chiesa di Cristo, a conoscere meglio e approvare tutto quello che nelle diverse comunità cristiane da noi ancora separate è vero e accettabile. D’altra parte invitiamo queste comunità a meglio considerare la fede cattolica e il modo di vivere cattolico, e a non sentirsi offese da questo Nostro invito, ma a valutarlo piuttosto come rispettoso e fraterno per esortarli a partecipare integralmente alla pienezza della verità e della carità; alludiamo a quella pienezza che per fortunato privilegio e tremenda responsabilità il comando di Cristo ha affidato per custodirla a noi indegni, e che sarà messa in più chiara luce quando tutti quelli che professano il nome di Cristo saranno riconciliati nell’unità.

Paolo VI, Dal Discorso di apertura alla III sessione (14 settembre 1964)

Editoriale

 


 

 «Pianta dei cippi, metti pali indicatori, sta' bene attento
alla strada, alla via che hai percorso» (Geremia 31,21)

 
 

PAOLO VI. UNA LUCE CHE BRILLA SULLA VETTA DEL MONTE



Pochi giorni dopo la sua elezione a Sommo Pontefice avvenuta il 21 giugno 1963, in un ritiro spirituale, Paolo VI annotava: «La lucerna sopra il candelabro arde e si consuma da sola. Ma ha una funzione, quella di illuminare gli altri, tutti se può». E lui il Papa «esperto in umanità» fu veramente luce che brilla sulla vetta del monte e lo continua ad essere tuttora grazie al suo grande e sempre attuale insegnamento.
Il suo profondo amore per Cristo fu una costante che animò la sua ricca spiritualità e la sua sofferta ed impegnativa azione pastorale. Insegnava che si deve conoscere Gesù per viverlo e che si è sempre alunni di primo grado alla sua scuola. Aveva fatto suo il motto di S. Ambrogio: «Cristo per noi è tutto».
La sua gioia, la sua pace profonda provenivano dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo.
I problemi che lo assillavano e che gravavano sulle sue spalle, i problemi della Chiesa e del mondo, le sofferenze dei singoli e dell'umanità erano da lui affrontati con uno spiccato senso di responsabilità e del dovere e sempre con una conoscenza e lucidità coraggiose, con fede granitica, in­ crollabile, e alla luce della speranza cristiana.
I suoi quindici anni di pontificato (1963-1978) furono però costellati di grandi sofferenze, contestazioni, critiche ed anche calunnie. Un pontificato che è stato spesso agonia nel Getsemani e che ha condotto l'uomo, il cristiano Giovanni Battista Montini a vivere il mistero della croce, conformandosi sempre di più a Cristo Crocefisso. Basti pensare all'attentato da lui subito il 27 novembre 1970 a Manila e all'uso del cilicio come pratica penitenziale.  Non a caso poi Paolo VI ha istituito il rito della Via Crucis del Papa al Colosseo il venerdì santo e ha introdotto la croce in mano al Papa durante la liturgia. Gesti emblematici del suo sforzo di condurre la Chiesa ai piedi della Croce, là dove la Chiesa è nata.
Nel corso della sua ricca esperienza di sacerdote-vescovo-papa, Paolo VI ha accettato con entusiasmo e coscienza critica il confronto con la cultura degli uomini del proprio tempo. È un «grande» in senso evangelico, che ha saputo incarnare in sé l'amore, la passione, il sacrificio di Gesù per il bene della Chiesa. Nell'Esortazione Apostolica “Evangelii Nuntiandi” evidenziava una verità assai importante: «L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, e se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni». Questa affermazione è forse il miglior commento che implicitamente Paolo VI fa della sua vita: maestro, ma soprattutto testimone. E testimone credibile perché non ha esitato a testimoniare Cristo fino all'effusione del sangue.
La luce della lucerna spentasi il 6 agosto 1978 nella festa della Trasfigurazione del Signore, ora è per sempre viva e rispendente in Gesù Risorto e diventa per tutti luminoso riflesso della gloria e della gioia che Dio dona ai suoi Santi.

Antonio Lanzoni

 

Perle del Concilio 

 


 

«Tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!» (Ct 4, 9)

 

DV 26: Il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini.
< Thesaurus revelationis, Ecclesiae concreditus, magisque corda hominum impleat >.

Nelle espressioni conclusive della Dei Verbum, il Concilio esplode in quest’affermazione di augurio e quasi di esultanza parlando del «te­soro» della rivelazione che è in grado di riempire il vuoto del cuore umano. L’espressione, volontaria o involontaria, allude alla parabola del te­soro del campo per il quale il contadino vende tutto pur di attingere a quel tesoro che ha trovato, inspiegabilmente, durante la fatica del suo lavoro.
Di fatto, in un mondo spesso duro e crudele, molti sono coloro che atten­dono la buona novella di salvezza e sperano di trovare quel «tesoro» del Re­gno di Dio tra noi che è, appunto, la divina rivelazione contenuta nei sa­cramenti e nella Parola di Dio. È Gesù, dopo tutto, che cerchiamo come un tesoro e che abbiamo sognato di trovare lungo le peregrinazioni del nostro vivere o nelle veglie tristi dei nostri fallimenti. Scavando continuamente nella Sacra Scrittura e avvicinandoci a Lui nei sacramenti poiché il vuoto delle nostre esistenze – sia pure in tempi di consumismo o delle allettanti promesse dei postmoderno – è troppo pesante da sopportare.
Dunque, la nostra povertà estrema che può essere colmata solo da un te­soro: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Gesù è il cuore della ri­velazione che Romano Guardini commenta in maniera stupenda: il Salva­tore non dice «io vi mostro la via», ma «io sono la Via»; non dichiara «io vi insegno la verità«, ma «io sono la Verità»; non afferma «io vi porto la vita», ma «io sono la Vita».
Sì, non potrebbe esserci augurio più grande e profondo che quello di tro­vare in Gesù quel tesoro che la Chiesa offre, nella sua missione e nel suo in­segnamento, a tutti i figli degli uomini che camminano su pietre malferme o nei campi aridi dell’incredulità o del dubbio sul senso della vita.

Carmelo Mezzasalma

Bolle del Concilio

 


 

 «Allora la nostra bocca si aprì al sorriso» (Sal 126, 2)

 

 

LA COMODITÀ PRIMA DI TUTTO

 

Con la fine del Vaticano II arriva anche la fine del mondo. I Padre si ritrovano tutti insieme disordinatamente all’ingresso del paradiso.

San Pietro è incaricato di fare l’appello. Risulta assente il cardinale Cushing – considerato un uomo d’azione più che un intellettuale –, che ha pratecipato poco ai lavori conciliari perché non era prevista la traduzione simultanea. Che sia in purgatorio? L’angelo di servizio va a cercarlo: non c’è! I Padri sono costernati: che l’arcivescovo di Boston sia all’inferno? L’angelo va a interrogare il diavolo di turno alla portineria.

Certo, Cushing è qui da noi.

Va bene, ma è un errore. Ho ricevuto ordine da san Pietro di riportarlo in paradiso.

Non se ne parla neppure. È affidato a noi.

Discussioni. Urla. Arrabbiature. Il diavolo piantone va a cercare Lucifero per far imporre l’ordine.

Ma insomma – chiede l’angelo – perché mai volete tenervi a ogni costo quel fedele servitore di Dio?

Semplice! – risponde Lucifero – Ci sta installando l’aria condizionata!

 

 

 [Da: Le “bolle” del Concilio, Àncora, Milano 2012]

 

Invito alla lettura 

 


 

 «E leggete questo libro» (Baruc 1, 14).  

 

Paolo VI. Una biografia, a cura di X. Toscani, Istituto Paolo VI - Studium, Brescia-Roma 2014, pp. 563.

L’Istituto Paolo VI di Brescia finalmente propone la biografia di Paolo VI che ripercorre le tappe fondamentali della vicenda umana ed ecclesiale di Giovanni Battista Montini, a partire dalle origini familiari e dall’ambiente bresciano in cui aveva mosso i primi passi (X. Toscani), attraverso l’esperienza di Assistente nazionale della FUCI e poi il servizio in Segreteria di Stato (F. De Giorgi), il ministero episcopale a Milano (G. Adornato), fino al periodo del pontificato (E. Apeciti) indissolubilmente intrecciato con la prosecuzione  del Vaticano II e con l’attuazione degli orientamenti maturati dall’assemblea conciliare.
Per la mole dei documenti consultati, per l’apporto della ricerca storica e teologica più che trentennale da parte dell’Istituto Paolo VI, il testo è destinato a costituire una “pietra miliare” per quanti vorranno proseguire gli studi sulla figura del papa bresciano che sarà solennemente beatificato il prossimo 19 ottobre in San Pietro.

Les Apôtres au Concile

JEAN GUITTON, Les Apôtres au Concile, 1964 (Collezione Arte e Spiritualità, Brescia).

Medaglia Giovanni XXIII (1962)

medaglia  fronte

JOANNES XXIII PONTIFEX MAXIMUS
CONCILIUM OECUMENICUM VATICANUM II
AN MCMLXII

medaglia

UBI SUNT DUO VEL TRES CONGREGATI IN NOMINE MEO
IBI SUM IN MEDIO EORUM

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