buttare l'ostia consacrata

Buttare ostia consacrata

Buttare ostia consacrata a terra è considerato un vero e proprio reato, a determinarlo è la Corte di Cassazione. Ecco quali sono i motivi di questa decisione! E perché non si deve mai buttare o spezzare l’ostia. 

La corte di Cassazione ha sottolineato che buttare l’ostia consacrata è un reato punibile con la legge. La decisione arriva quando la corte si è dovuta esprimere su un ricorso fatto da un detenuto che era stato accusato di offesa alla religione cattolica quando ha buttato a terra l’ostia e l’ha calpestata. 

Buttare via un’ostia consacrata offende la religione cattolica 

Buttare via un’ostia consacrata è considerato vilipendio e offesa alla religione cattolica. La sentenza della Cassazione è la n. 23337/2021. 

I reati di cui si può essere accusati nel caso in cui si faccia un gesto del genere sono gli articoli 404 e l’articolo 405 del Codice Penale che punisce rispettivamente le offese a una confessione religiosa attraverso vilipendio oppure danneggiamento delle cose e turbamento delle funzioni religiose. 

Durante una messa o funzione religiosa non è possibile buttare l’ostia consacrata a terra, calpestarla in quanto va a turbare l’esercizio della messa, dei fedeli e della religione. 

La Corte di Cassazione sottolinea anche che il gesto è punibile comunque anche nel caso in cui si versi in stati confusionali per l’assunzione di farmaci o sostanze. 

In conclusione: buttare e calpestare l’ostia è reato. E non è possibile buttar via un’ostia consacrata a terra. E nel caso in cui si offenda la religione cattolica il prete o comunque i fedeli presenti potrebbero denunciare la persona che effettua tale azione di vilipendio. 

Si può spezzare l’ostia? 

Ostia che si spezza: si può fare e cosa vuol dire? Come buttar via un’ostia consacrata offende la religione anche spezzarla è un gesto mal visto anche se non punibile con la legge. I fedeli una volta che hanno ricevuto l’ostia in mano da chi officia la funzione, devono portare l’ostia direttamente alla bocca e non possono spezzarla in mano, né buttarla in un cestino o metterla in tasca. 

L’unico che può spezzare l’ostia, ad esempio le ostie molto grandi usate da chi officia la messa durante le liturgie prima della comunione, è appunto il prete o il vescovo. Una volta spezzata l’ostia dev’essere data ai fedeli o a coloro che aiutano il prete o officiante durante la messa, al momento dell’Eucarestia. 

Non ci sono altre occasioni in cui si possa spezzare l’ostia. Anzi, bisogna sottolineare come anche lo spezzamento dell’ostia da parte del parroco non sempre viene ben visto. Alcuni esperti religiosi affermano che anche quella consacrata, nonostante le grandi dimensioni, dovrebbe essere solo erta dinanzi a coloro che assistono alla messa e non si dovrebbe spezzare a metà. 

In ogni caso, su questa questione non c’è una risposta certa. Dunque, ci sono alcuni parroci che la spezzano e altri che invece scelgono di non farlo. 

Cosa succede se cade l’ostia? 

Cosa succede se invece l’ostia cade a terra e viene calpestata accidentalmente? In questi casi non è un reato, in quanto il gesto non viene svolto come vilipendio alla religione, ma è semplicemente un gesto incurante. Se cade l’ostia a terra e si calpesta per sbaglio, la stessa dev’essere data al parroco che potrà bruciarla e fare una preghiera di pentimento. 

Se l’ostia cade ma non si calpesta è possibile scegliere di assumerla raccogliendola da terra. Oppure può essere il parroco a raccoglierla e consumarla. Un’altra soluzione se cade per sbaglio in terra, è raccoglierla (lo può fare il prete o il diacono) e conservarla insieme all’olio santo. 

In definitiva, se cade l’ostia ma non lo si fa apposta si possono seguire le procedure sopra illustrate. Invece, nel caso in cui si butti a terra volontariamente allora questo si configura come reato. 

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