Concilio Vaticano II

Comprendere il Concilio Vaticano II

Lanciato da Papa Giovanni XXIII, il Concilio Vaticano II (1962-1965) aggiorna la Dottrina della Fede, al fine di conciliare la Chiesa e il mondo moderno. Cinquanta anni dopo la sua apertura, l’avventura è appena cominciata.

Il 25 gennaio 1959, il nuovo Papa Giovanni XXIII annunciò il suo progetto ai cardinali e vescovi di tutto il mondo.

L’ultimo consiglio, aveva fatto la storia del Vaticano I (1870), ed è stata interrotto in circostanze drammatiche – l’ingresso delle truppe italiane a Roma, dopo aver definito il dogma dell’infallibilità papale. Successivamente, i progetti sviluppati nell’ambito del concilio di Pio XI e Pio XII erano rimasti lettera morta.

Lo storico Philippe Levillain afferma:

“Adattare la Chiesa al mondo moderno, dopo due secoli di opposizione e ritardo, questa è la sfida del Concilio Vaticano II”,

In uno sforzo per aggiornare la dottrina della fede (“aggiornamento”), il Concilio Vaticano II ha aperto il 11 ottobre del 1962. Un evento storico in mondovisione: più di 2300 vescovi e cardinali provenienti da tutti i continenti, culture e sistemi politici, vengono in processione fino alla Basilica di San Pietro a Roma per l’apertura del Concilio e centinaia di rappresentanti di altre Chiese, invitati in qualità di uditori.

Il Vaticano II, la Chiesa entra nel mondo

Lo scopo del Concilio Vaticano II (1962-1965) è stato quello di riconciliare la Chiesa con il mondo. Cosa possiamo dire del concilio Vaticano II cinquantina dopo?

Quando penso al futuro della Chiesa, la mia memoria ritorna a quel grande momento.

Gli insegnamenti sui “popolo di Dio” che sono alla base dei principali testi del Vaticano II stanno prendendo forma. Ma questo non avviene sotto la guida del Magistero. Questa mutazione avviene per capillarità, in silenzio, quasi senza essere notato.

E’ fatto senza discorsi o istruzioni ufficiali sotto l’effetto della fede.

Dopo aver espresso che il tema principale della seconda sessione del Consiglio sarebbe stata la Chiesa, Paolo VI aggiunge:

“E’ fuor di dubbio che si tratta di un desiderio, un bisogno, una necessità per la Chiesa di darle finalmente una definizione”.

Ma c’era qualcosa. Che cos’è successo alla coscienza della Chiesa, ovvero quella di essere il popolo di Dio (non una società gerarchica). L’espressione “popolo di Dio” appare 72 volte nei documenti conciliari e 39 volte nel documento sulla Chiesa.

Io oso dire che questa nuova visione della Chiesa popolo di Dio è diventato il contesto, sostituendo la chiesa stessa.

Quando penso al futuro della Chiesa, la mia memoria ritorna a quel grande momento.

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